Il nostro vero essere comprende, perché ha manifestato
stati di coscienza più limitata di quella che attualmente, nella successione
logica sta esprimendo.
Questi stati di coscienza elementari che gli esseri
hanno, sono manifestati nel piano fisico, dalle più semplici forme di vita
nelle quali la coscienza di esistere si chiama sensazione.
Ci sono delle forme di vita le quali, se si escludono le
funzioni di riproduzione, sono molto più elementari dei robot costituiti
dall'uomo.
Infatti ciò che
rende inimitabile la vita creata dalla natura, non sono le funzioni vitali né
quelle che gli organismi viventi compiono, bensì è la coscienza e nella sua
forma più semplice: la sensazione, che
l'uomo non riuscirà mai a dare ad una macchina da lui creata.
Per quanto ripeto, essa macchina possa svolgere
un'attività assai più complessa di quella svolta dall'uomo. Si può dare la
sensibilità ad una macchina, ad esempio la sensibilità alla luce, al colore e
via dicendo, in forma assai maggiore di quanto riesca fare la natura. Gli si
può insegnare, che fare una certa cosa da piacere, mentre subirne un'altra è
doloroso, ma tutto ciò farà parte di un programma, di una convenzione a priori
stabilita e non realmente sentita. Non corrisponderà ad una reale sensazione!
Mentre la vita microcosmica anche nelle sue forme più
semplici è sempre sensazione.
Avere sensazioni significa avvertire, sentire delle
espressioni, perciò avere la sensibilità, avere dei sensori, dei sensi come
l'hanno i robot, ma in più vivere quei segnali colti dai sensi, sentirli come
impressioni gradite o sgradite tanto da farle essere la propria esistenza.
Si hanno delle sensazioni allorché i propri sensi sono
stimolati dall'ambiente, dal mondo cosiddetto esterno, cioè allorché qualche cosa
dal di fuori (questa distinzione fuori dentro è convenzionale) raggiunge
l'intimo dell'individuo. Sotto questo profilo avere sensazioni è un momento di
passività dell'individuo, ma la vita microcosmica nelle sue forme più semplici
non è solo passività, ricettività, è anche espressione; cioè anche portare nell'ambiente esterno, ciò
che nell'intimo è percepito.
Quando ad esempio una pianta soffre, manifesta il suo
stato di sofferenza con un deperimento della rigogliosità. Ogni vita
microscopica è sempre come minimo sensazione ed espressione, questo percepire
ed esprimere nelle forme di vita più semplici è conseguenza della legge di azione e reazione, è il gioco su
cui poggia, si manifesta la coscienza di esistere, il sentirsi di essere,
che è la forma più semplice di coscienza.
E questa forma più semplice di coscienza è la prima in
moltissime altre forme che costituiscono la completezza di ogni essere.
Ogni forma di coscienza è un momento dell'essere cosmico
a cui appartiene, così come il fanciullo è un momento dell'essere uomo che
comprende tutti i momenti, dall'infanzia alla vecchiaia. Ogni stato di
coscienza non elementare è la conseguenza logica della manifestazione di molti
stati di coscienza elementari, di molti atomi di coscienza, come noi gli abbiamo
definiti; e ciascun atomo di coscienza poggia la sua manifestazione, la sua
rivelazione sulla manifestazione nella dimensione fisica di un altissimo numero
di vite elementari, in cui il sentire è
solo sensazione.
È un errore perciò dire che l'anima dell'uomo proviene
dai regni naturali, giusto è dire, che l'essere di ciascuno, di cui l'uomo
costituisce una fase della manifestazione, affonda le sue radici nei regni
minerale vegetale e animale. Su queste vite si fonda la manifestazione della
coscienza individuale.
dall'insegnamento dei Maestri