venerdì 31 luglio 2015


Il nostro vero essere comprende, perché ha manifestato stati di coscienza più limitata di quella che attualmente, nella successione logica sta esprimendo.

 

Questi stati di coscienza elementari che gli esseri hanno, sono manifestati nel piano fisico, dalle più semplici forme di vita nelle quali la coscienza di esistere si chiama sensazione.

 

Ci sono delle forme di vita le quali, se si escludono le funzioni di riproduzione, sono molto più elementari dei robot costituiti dall'uomo.

 

Infatti ciò che rende inimitabile la vita creata dalla natura, non sono le funzioni vitali né quelle che gli organismi viventi compiono, bensì è la coscienza e nella sua forma più semplice: la sensazione,  che l'uomo non riuscirà mai a dare ad una macchina da lui creata.

 

Per quanto ripeto, essa macchina possa svolgere un'attività assai più complessa di quella svolta dall'uomo. Si può dare la sensibilità ad una macchina, ad esempio la sensibilità alla luce, al colore e via dicendo, in forma assai maggiore di quanto riesca fare la natura. Gli si può insegnare, che fare una certa cosa da piacere, mentre subirne un'altra è doloroso, ma tutto ciò farà parte di un programma, di una convenzione a priori stabilita e non realmente sentita. Non corrisponderà ad una reale sensazione!

 

Mentre la vita microcosmica anche nelle sue forme più semplici è sempre sensazione.

 

Avere sensazioni significa avvertire, sentire delle espressioni, perciò avere la sensibilità, avere dei sensori, dei sensi come l'hanno i robot, ma in più vivere quei segnali colti dai sensi, sentirli come impressioni gradite o sgradite tanto da farle essere la propria esistenza.

 

Si hanno delle sensazioni allorché i propri sensi sono stimolati dall'ambiente, dal mondo cosiddetto esterno, cioè allorché qualche cosa dal di fuori (questa distinzione fuori dentro è convenzionale) raggiunge l'intimo dell'individuo. Sotto questo profilo avere sensazioni è un momento di passività dell'individuo, ma la vita microcosmica nelle sue forme più semplici non è solo passività, ricettività, è anche espressione;  cioè anche portare nell'ambiente esterno, ciò che nell'intimo è percepito.

 

Quando ad esempio una pianta soffre, manifesta il suo stato di sofferenza con un deperimento della rigogliosità. Ogni vita microscopica è sempre come minimo sensazione ed espressione, questo percepire ed esprimere nelle forme di vita più semplici è conseguenza della legge di azione e reazione, è il gioco su cui poggia, si manifesta la coscienza di esistere, il sentirsi di essere, che è la forma più semplice di coscienza.

 

E questa forma più semplice di coscienza è la prima in moltissime altre forme che costituiscono la completezza di ogni essere.

 

Ogni forma di coscienza è un momento dell'essere cosmico a cui appartiene, così come il fanciullo è un momento dell'essere uomo che comprende tutti i momenti, dall'infanzia alla vecchiaia. Ogni stato di coscienza non elementare è la conseguenza logica della manifestazione di molti stati di coscienza elementari, di molti atomi di coscienza, come noi gli abbiamo definiti; e ciascun atomo di coscienza poggia la sua manifestazione, la sua rivelazione sulla manifestazione nella dimensione fisica di un altissimo numero di vite elementari, in cui  il sentire è solo sensazione.

 

È un errore perciò dire che l'anima dell'uomo proviene dai regni naturali, giusto è dire, che l'essere di ciascuno, di cui l'uomo costituisce una fase della manifestazione, affonda le sue radici nei regni minerale vegetale e animale. Su queste vite si fonda la manifestazione della coscienza individuale.

dall'insegnamento dei Maestri