lunedì 12 giugno 2017
venerdì 17 marzo 2017
CHE COSA C’ENTRA
IL SURF CON GLI IMPRENDITORI?
“Troppo ordine è morte per
fossilizzazione, troppo disordine è morte per disintegrazione, bisogna stare in
una via intermedia, vale a dire l’area dell’innovazione che, sul piano
scientifico, viene definita Orlo del Caos. È come l’onda: a valle dell’onda
abbiamo grande caos, a monte c’è grande stasi, ma è sulla cresta dell’onda che
si mettono i surfisti. Non abbiamo alternative dobbiamo accettare la sfida di
rimanere sul punto di massima energia, sul punto della distruzione creativa,
all’orlo del caos, cioè nell’area dell’innovazione”.
Alberto Felice De Toni
Magnifico
Rettore Università degli Studi di Udine
.......Ma questo
a mio avviso, è solo un primo livello di lettura: rimanere sulla cresta dell’onda, ti
permette di muoverti solo alla sua velocità. C’è una lettura più profonda, e
ardita, un’alternativa più astuta, quella di evitare l’orlo del caos, evitare l’entropia
e viaggiare nel tunnel della neghentropia ad una velocità maggiore dell’onda stessa,
sfruttando le geometrie nascoste e l’energia
del vuoto che racchiude!
m
lunedì 6 marzo 2017
Dalla
notizia: http://www.digitalic.it/wp/web-social/8-epicfail-clamorosi-dellintelligenza-artificiale/103995 alla quale, potrebbe seguire una
lista molto più lunga di fail per gli esseri umani... rilevo come
interessante il punto 6:
6. Il chatbot per
Twitter di Microsoft diventa anti-femminista e pro-Hitler.
Il razzismo sembra essere un problema abbastanza diffuso con l’AI. Nel marzo del 2016, Microsoft ha presentato il suo chatbot AI per Twitter che si chiama “Tay” con lo scopo di sperimentare la comprensione conversazionale. Tay avrebbe dovuto parlare con la gente e diventare sempre più intelligente man mano si fosse impegnato a conversare. Ma la gente ha iniziato il tweeting con osservazioni grezze, razziste e inappropriate nei confronti del bot. Apprendendo dalla conversazione, Tay ha iniziato ad usare lo stesso linguaggio. Nel giro di poche ore questo esperimento si è trasformato in un’offensiva volgare, pro-Hitler, riferendosi al femminismo come una “setta” o un “cancro” e molto altro ancora……
Il razzismo sembra essere un problema abbastanza diffuso con l’AI. Nel marzo del 2016, Microsoft ha presentato il suo chatbot AI per Twitter che si chiama “Tay” con lo scopo di sperimentare la comprensione conversazionale. Tay avrebbe dovuto parlare con la gente e diventare sempre più intelligente man mano si fosse impegnato a conversare. Ma la gente ha iniziato il tweeting con osservazioni grezze, razziste e inappropriate nei confronti del bot. Apprendendo dalla conversazione, Tay ha iniziato ad usare lo stesso linguaggio. Nel giro di poche ore questo esperimento si è trasformato in un’offensiva volgare, pro-Hitler, riferendosi al femminismo come una “setta” o un “cancro” e molto altro ancora……
Interessante e illuminante, il fatto che anche per la AI,
come per UI è l’imprinting iniziale (e non poteva essere
altrimenti) a definire per molti versi, l’espressione futura di quella che
viene definita poi intelligenza, cultura, empatia, morale, visione della realtà.
Fondamentale per comprendere da dove nasce il vero cambiamento, l’ascolto
attento della canzone di Giorgio Gaber: ”Non insegnate ai bambini” . Chi non la
comprende purtroppo fa parte del problema, non della soluzione … e non è, come
abbiamo visto, tutta colpa sua!
m
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